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12/09/07

..Hai solo bisogno di palesarlo.

[New year. I don't know what to expect. But I'm ready for it.]

 

--well let me tell you something about AmeriAmeriAmeriAmeriIca

..pretty good year..pretty good..

SomethingsAreMeltingNow.SomethingsAreMeltingNow,Well,HEYEHEYHEEEEEEY.What'sgonnataketilmybabysallright?

Mh, just

pretty good year.

scritto da Frederick alle 01:39, Qualcosa da dire | link



18/06/07

"The big lesson in this whole year has been that there isn't a resolve for many things. Life isn't about, well, if I just get to this mountain peak, it's over. There are like 5,000 peaks in the distance" t.amos.

Vorrei vederti giovane -  Vedere come ti innamori e come decidi che quell’amore può e deve durare per sempre.

Vedere come cerchi di dare vita e come lotti perché nessuno la porti via.

-Ci avresti mai pensato, che in fondo quella canzone parla anche di te?

“If you could see me now” – in un posto dove non c’è bisogno di parole e la circostanza è sempre labile ma perfetta, e noi non siamo i nostri ruoli ma solo le nostre parole (voci rimaste in silenzio per tanti – tanti anni).

Io cambio come la canna da zucchero – a volte mi sento l’ovest dentro ma sono nato col “nord” (i cardinali cosa sono? una decisione che potrebbe benissimo non appartenerci, in fondo). E non dire che anche per te non è così.

Perché se solo potessi vedermi ora (e ora è oggi e ora è per sempre).

Fra un minuto – fra un anno – e quello che ero ieri quando forse non ti piacevo eppure sai che c’ero e non sarei potuto andarmene.

Chi ha dipinto tutto questo? [dipinto, coincidenza]

Questi sono i nostri accenti e questo il solco che nella terra del giardino lasciano le nostre ginocchia (c’è un biliardino e ci giochi mettendo i bastoncini del gelato invece delle monete) – ci sono dolci che non si cuociono mai e altri che vengono talmente perfetti da essere un peccato mangiarli.

-        Eppure se solo potessi vedermi davvero.

Non credo possa accadere, perché saremo sempre ad un passo dal farlo – ma qualcosa sarà sempre pronto a fermarci.

Quando non sarà più solo la pioggia a bagnarci – forse – o quando i nascondigli segreti saranno coperti da sterpaglie e rovi, cercheremo di andare via davvero.

Lo senti questo fermento ? è il vento dell’ovest.

Non averne paura, sembra che ti faccia a pezzi l’anima ma invece sa anche guarire con le giuste proporzioni.

Non dire che non ne hai bisogno, anche tu.

-        Non è mai solo la pioggia. Non è mai, mai solo la pioggia.

scritto da Frederick alle 22:59, Qualcosa da dire | link



17/02/07

'Ndo vadduni da Scammacca
i carritteri ogni tantu
lassaunu i loru bisogni
e i muscuni ciabbulaunu supra
jeumu a caccia di lucettuli ...
a litturina da Ciccum-Etnea
i saggi ginnici 'u Nabuccu
a scola sta finennu.

Man manu ca passunu i jonna
sta frevi mi trasi 'nda ll'ossa
ccu tuttu ca fora c'è a guerra
mi sentu stranizza d'amuri
l'amuri

E quannu t'ancontru 'nda strata
mi veni 'na scossa 'ndo cori
ccu tuttu ca fora si mori
na mori stranizza d'amuri
l'amuri

E quannu t'ancontru 'nda strata
mi veni 'na scossa 'ndo cori
ccu tuttu ca fora si mori
na mori stranizza d'amuri
l'amuri

Man manu ca passunu i jonna
sta frevi mi trasi 'nda ll'ossa
ccu tuttu ca fora c'è a guerra
mi sentu stranizza d'amuri
l'amuri.

Fuori l'odore del pane. Dentro un letto disfatto. Attorno amore.

scritto da Frederick alle 04:57, Qualcosa da dire | link



21/01/07

Csus4          C     F    Am
constant ships sail,    i watched from the bay
Csus4           C             F             Am
the border lies open but i've wrestled these skips again
G                   C
it's the reason she died
G                   C                     Dm
it's the reason she died, he said i won't blame you
 
Am null
ascensions come
        
         
Am          Dm
i guess i know what's right
Am              Dm  Am
  i can hardly wait
   
Dm            Am            Dm      Am    G
the satellite was overboard and i'll be home again
    
G9        Am       Am Asus2! Am Asus2! Am
with all that i know

Csus4 C F Am x2

curled and disarmed, i clung to the rail
the road has no clearance but this wreckage will hurt to send
it's the reason i cried
it's the reason i cried i said i won't name you
ascensions come

i guess i know what's right
i can hardly wait
the battle lines were overdrawn and i'll be home again
with all that i know

.sodastream-constantShips.

scritto da Frederick alle 21:27, 2 cose da dire | link



20/01/07

Proposito : ammettere che questa canzone ha qualcosa a che fare con tutto il resto attorno.[[[[]]]]  


I know, i know what your love is
Love's a desease i just want to
get out of it

And we will love again

I know, i know what our love is
Love's a desease i wish
it would kill us now

[e torneremo a scorrere-----------------] 

 

scritto da Frederick alle 02:39, 3 cose da dire | link



15/01/07

Non devi fingere che questo presagio abbia un senso. Le congetture di ogni giornata appaiono fragili e inconsistenti, eppure si incastrano fra loro, e mi ritrovo a meravigliarmi di quanto senso abbia.

Ogni cosa ha cominciato a scorrere, senza bisogno di tornarvi.

Addosso mi porto piccole cose travestite da eventi, poi le monto tutte assieme e ne nasce qualcosa di sensato. 15 anni, 20, qualcuno ancora di più, mano a mano che il dolore cresce quello che lo precedeva dovrebbe apparire più flebile e inconsistente, eppure perché a volte le cose mordono così tanto?

Mordono i piedi e sento che non dormirò nemmeno questa notte.

Mordono le mani e le dita si raffreddano quando frenetiche digitano, nell’ansia della scossa e delle parole che inghiottono e riempiono, uno stomaco che nessuno ti fa aprire mai davvero (come diceva la Valduga? Fatemi parlare, eppure a volte preferisco davvero Pinter e il suo silenzio).

Vorrei che finisse tutto ora, e non avrei poi più coscienza di paura.

Che senso ha l’attesa? ho dimenticato come si aspettava. “Torneremo a scorrere”, e a chi ci stiamo riferendo?

Cosa ci uccide? La mancanza in sé o il desiderio di provarla ancora, perché la mancanza è una certezza, e quello che non c’è farà anche più senso e male ma non può deludere?

Sai cos’è sentirsi delusi? Sai cos’è costruire cose troppo grandi da restare in piedi da sole e non sapere dove appoggiale, quali patologie chiamare in loro soccorso, dove cercare luoghi comuni abbastanza banali da non dare fastidio?

Guarda in alto – guarda in alto e vedi che c’è un’altra città che ci guarda dall’alto. E’ la città del cielo rosa e le finestre senza balconi; l’inferno vive all’ultimo piano, sputando fuoco sulle scale e spalancando il portone sul viale.

Questo è tutto ciò che avremo, per sempre, per tutto quel sempre che sappiamo conosceremo con l’immensa malinconia che si costruisce attorno; questo è tutto quello che avremo, una volta che il troppo amore ci avrà uccisi l’un l’altro, perché tanto grande amore non è capace di restare in piedi da solo.

Una malattia come un’altra, un non senso, o una mancanza pura, senza soluzione di causa, divisa dalla folla urlante, lontana dalla musica dei locali, ci ritrovo me e te a guardare un cielo aspettando di tornare a letto.

Alzo lo sguardo per incontrare la mia voglia, fra l’umidità della notte e i fregi dei palazzi – alzo lo sguardo e mi uccide la mia voglia mancante, il mio scarso entusiasmo, la fiducia in me stesso che ho perso per strada – la strada che avrebbe dovuto costruirmi meglio.

A 15 anni vivevo il mondo come un incanto, poetizzando l’abitudine di non trovarmi abituato a nulla, innalzando la banalità al livello del sublime dispiegarsi della novità, non smettendo mai di scorrere.

Cosa poi si è spezzato? Mi hai ritrovato a cercare qualcos’altro, un eroe diverso che non ha fatto che male. Era routine, necessità, un altro buco vuoto travestito da specialità?

Ci fa davvero così piacere essere detti speciali?

Ho aspettato per anni e anni che un dolore più grande spegnesse quello che lo precedeva; poi è arrivato questo.

Non so cosa sia, ma è qualcosa che ha estirpato il vuoto che c’era prima. Ho ricominciato a scorrere? Forse è stata solo la prima grande bracciata all’interno dell’oceano. A mentire siamo tutti bravi. Ad ammettere l’equilibrio proviamo anche, tutti, lo stesso terrore.

Dolore scaccia dolore? Un presentimento rivelatosi fasullo.

Fa male? No, eppure ha funzionato.

scritto da Frederick alle 01:25, 2 cose da dire | link



15/01/07

["rimboccami le coperte. così. così. così."]

ho tutto il mondo in una mano, quando tocco il tuo viso

“Guarda in alto.”

“Il cielo è rosso. Non mi piace-”

“No. Guarda in alto. E’ l’altra Firenze.”

“La città senza balconi..”

i fell in love - i'm a jailboy to your music-rainbows wet colors all over the street [one day we'll meet?]

scritto da Frederick alle 00:00, Niente da dire | link



14/01/07

_Qualcosa da sentire[?]_

Oggi l'IPod recita:

tori amos . boys for pele / tom waits . alice / a toys orchestra . cuckoo boohoo / carmen consoli . eva contro eva / beirut . gulag orkestar / carla bruni . no promises / carparl north . all things to all people / cat power . you are free / chopin . completes nocturnes / coco rosie . noah's ark / damien rice . 9 / emiliana torrini . fisherman's woman / gemma hayes . night on my side / giardini di mirò . dividing opinions / glen hansard . the swell season / herman dune . giant / jj72 . unreleased songs / julie doiron . goodnight nobody / lamb . what sound / les choristes . ost / lucio battisti . il mio canto libero / luigi tenco . discografia / marianne faithfull . before the poison / mono band . mono band / mugison . mugimama is the monkey / mùm . summer make good / nada . tutto l'amore che mi manca / nelly furtado . loose / nick drake . five leaves left / notwist . neon golden / pj harvey . stories from the city, stories from the sea / sodastream . a minor revival / sophia . technology won't save us / the frames . the cost / tindersticks . waiting for the moon / tom mcrae . tom mcrae / viola . don't be shy

e buonanotte.

scritto da Frederick alle 23:41, Niente da dire | link



24/10/06

E l’insonnia tornò.

Dopo l’influenza, dopo la cioccolata, dopo il tempo.

Sarà il suo corpo che si agita nel mio letto, saranno le due ore dormite questo pomeriggio, saranno le gambe che mi si agitano o sarà la mia testa che vorrebbe sbattersi contro un muro.

Intanto è già arrivato un giorno che sembra il 24 ottobre. Il tempo ha r-iniziato a scorrere senza un senso, troppo veloce, accavallando i giorni. Se mi fermo e guardo in alto c’è un buco: dentro il buco c’è la mia testa, sopra la mia testa…c’è ancora la campana di vetro.

Per quanto io la scacci, la nasconda, per quanto io viva pur di mentirne la presenza, il suo peso è consistente e matematicamente incluso nel mio stesso peso: siamo una stessa quantità, o scarsa e poco evidente qualità.

So che mi mentirò ancora, a modo mio – a modo tuo. Il tuo modo è il mio modo, è come nascondersi sotto la stessa coperta. Siamo parte della stessa scommessa, quella di riuscirci, a superare questi anni diversi. Mentirsi è diventato essere davvero sinceri, così che la sincerità è diventata tutto quello che siamo. Ad uno sguardo più profondo, poi, mi accorgo che sei davvero la cosa più vera che abbia mai trovato, senza bisogno di ricamarci troppi orpelli intorno.

[sei una cosa nata così: vera e pura. Hai ripulito anche me. Non vorrei mai sporcarti. Quindi non siamo noi a mentire, ma tutto il mondo attorno.]

E poi c’è quella ragazza.

Per quanto io la rincorra, lei scivola. Non c’è nessuna bandiera, nessuno a soccorrerci, nessuno a dirci come farle bene, queste cose che facciamo da anni ininterrottamente, con le pause dovute, con i tempi di ripresa. E’ un cane che corre sbavando a terra.

Forse sono solo l’ennesima fighetta, ma senza manuale di guida colorato di strass e stelle e troni fingendomi acculturato, perduto in mezzo fra il bianco e il rosso, spasimante di color cielo e, a modo mio, convinto di fare la cosa più giusta.

“Cambia il cielo ma non cambi tu.” Credi che non faccia colpo?

Arriva dritto al cervello, all’intelligenza che spero mi sia rimasta ancora, che credevo fosse anche un dono datoti da qualcuno, ma che ora mi accorgo di aver sovrastimato troppo.

Al cuore no, a quello non ci arriverai, non ci arriverete mai più. Quel posto è chiuso e si apre a piccoli intermezzi, irregolari, per un certo tipo di bontà che solo pochi (o poche cose) mi sanno dare ancora.

Non vi ho più dentro, ma circolate ancora attorno: il miele nasce dalle api assassine, ma prima di scoprirlo ti sei già leccato due volte tutte e dieci le dita.

Forse sono solo l’ennesimo che si crede un selvaggio ma è stato allevato a colpi di clave di cioccolato: per questo ho un cellulare che entra tranquillamente nella tasca posteriore, senza creare scompensi ormonali alla vista.

So che mi mentirò di nuovo, a modo mio: la campana di vetro diventerà la lente d’ingrandimento sulle cose del mondo e non il loro ostacolo – la loro protezione.

Conosco ormai troppo bene il modo che mi sono inventato per salvarmi, la mia personale macchina delle emozioni. Mi sono raffreddato come quel motore, per anni, ora lentamente torno alla vita, anche se pensavo di non essere un tipo da grandi ritorni [questa è pura ironia, conoscendoti, conoscendomi, conoscendola];

ma non pensavo nemmeno di saper dare un senso alle canzoni, eppure riascoltandole vi scopro dentro, inconsapevole come una certezza delle migliori, tutto il piccolo mondo che posso essere. Sono uscite senza sforzo, con le proprie partiture [stupide] e le parole [accavallate e mugolate], ma sono la mia tasca dentro la quale ripongo quello che è stato.

Un anno solo è passato e in tutte e cento ci sono le mie mani che scavano nella brina del mattino [ripetitelo ancora: non sei un tipo da cellulare nelle tasche posteriore, ma il tuo ci entrerebbe benissimo].

Ripetitelo ancora. Manca poco, ci sei. La campana è pesante e il tempo attorno sempre più nero. Ma ci sei. Manca davvero meno di quanto mancava un paio di anni orsono.

Ci sei quasi. Sei quasi innamorato. Per una volta, di te stesso.

 

Tutto questo, non con fare da fighetta.

 

“Know she breaks – my siren.”

scritto da Frederick alle 06:35, 2 cose da dire | link



20/09/06

Tanto vale stare in piedi, invece che rigirarsi inutilmente. Anche se qui fa freddo.

Mi sono alzato con una voglia impellente di ascoltare Fiona Apple.

scritto da Frederick alle 04:34, Qualcosa da dire | link



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